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Lo scorso 18 febbraio, Papa Francesco ha concluso il suo viaggio in Messico, atterrando all’aeroporto di Ciampino. Durante il volo in aereo si è visto assalire da una marea di domande sugli argomenti più discussi soprattutto nella politica italiana, tra cui le unioni civili e l’aborto.

Il candidato alla Casa Bianca, Donald Trump, aveva accusato il Papa di essere una pedina del governo messicano per l’immigrazione. Egli ha, però, prontamente risposto che un uomo che pensa solo a fare muri e non ponti non può dirsi cristiano.

 

Ancora del Papa, il magnate americano è tornato a parlare solo 2 giorni fa, 24 febbraio 2016, affermando “Che ci devo fare con Francesco?”.

 

Durante l’intervista, è stato tirato in ballo anche l’argomento più discusso ad oggi in Italia: le unioni civili. Papa Francesco ha risposto con toni un po’ vaghi che la politica non è affar suo e che non conosce la situazione attuale del parlamento italiano.

 

Anche dopo che una giornalista gli ha fatto notare l’esistenza di un documento della Congregazione per la Dottrina della fede del 2003, il quale sostiene che i Parlamentari cattolici devono essere contrari a simili leggi, il Papa ha risposto che la votazione di un Parlamentare sta nella sua coscienza, al di là di quello che dice un documento.

 

Papa Francesco ha speso qualche parola anche a giustificare il rapporto di amicizia tra San Giovanni Paolo II e Teresa Timnieka, sostenendo che una donna sia sempre un beneficio nella vita di un uomo e nella Chiesa. E, parlando di aborto in tema del virus Zika, il Papa ha descritto l’atto come un crimine, affermando che è meglio l’utilizzo di precauzioni piuttosto che ricorrere all’aborto quando è troppo tardi.

 

Insomma, un Papa nel pieno delle sue forze, che non le manda a dire e che ha, come sempre d’altronde, le idee chiare su tanti argomenti.

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