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Il primo ministro Matteo Renzi spende qualche parola per parlare della situazione migranti. Inizia col parlare della strage di Via Fani, chiedendo al presidente Moro di illuminarli sul giusto cammino da prendere, assolvendo adeguatamente il compito per cui sono stati chiamati. Poi, discute sul Consiglio europeo, il terzo in questo mese e, secondo Renzi, questo numero elevato non è un buon segno. Ha parlato anche della Turchia, dove l’Italia è stata l’unica a rimanere ferma sulle sue decisioni, malgrado non si possa dire lo stesso di altri Paesi.

Il presidente del consiglio, Matteo Renzi, inizia la sua giornata ricordando Moro e la strage di via Fani. Chiede il suo aiuto per trovare una soluzione al problema europeo e i deputati in Aula della Camera si alzano in piedi per applaudirlo. Poi aggiunge che non va bene affrontare un Consiglio europeo per la terza volta in un mese e che il Paese ha bisogno di una svolta, prendendo fede alle proprie decisioni.

 

Spende, infine, due parole sulla Turchia, affermando che è giusto prendere accordi, ma non obbligatorio e ribadisce il concetto di libertà di stampa, secondo cui si basano alcuni principi cari al nostro modo di pensare, a cui non bisogna andare contro.

 

Nel frattempo, anche il Papa parla dei migranti in piazza San Pietro, invitando il popolo ad essere più unito nei confronti dei suoi fratelli, che stanno vivendo situazioni difficili in altri Paesi. Conclude affermando di sentirsi contento nell’osservare quando alcune nazioni e Governi aprono le porte ai migranti.

 

Due punti di vista importanti, quelli di Renzi e del Papa, sul tema migranti, un problema che ha fatto tanto discutere in passato e che sta facendo discutere anche in questi giorni. La soluzione, se esiste, non è certamente di facile intuizione e messa in pratica, ma sicuramente occorre capire che cosa fare.

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