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È ciò che è nato da una ricerca sul modo in cui la comunità araba giovanile vede l’ISIS, affermato e maggiormente conosciuto soprattutto tra le loro popolazioni. Se all’inizio aveva innescato curiosità nei ragazzi, reclutandone anche dei più giovani, compresi minorenni, ora perde quota e sono sempre di più coloro a essere spaventati dal loro modo di agire e a rinnegare il Califfato, convinti che, alla fine, non riuscirà ad averla vinta.

I dati sono stati registrati nell’ottava edizione di Arab Youth Survey, condotta da Burson-Marsteller. I ragazzi intervistati sono stati 3.500 e sembra che l’ISIS, o meglio conosciuto dagli arabi come DAESH, rappresenti la maggiore preoccupazione attuale.

 

Non è una cosa che ci stupisce, ma è rilevante capire come sia aumentato il numero dei giovani contro il gruppo estremista. Secondo quanto registrato, uno su quattro sarebbe terrorizzato dall’ascesa del Califfato, ma, allo stesso tempo, solo uno su sei è convinto che questa avrà successo. Da qui si possono capire anche le loro convinzioni, che rimandano in positivo con una sconfitta finale dell’ISIS.

 

È rilevante anche il come l’importanza del gruppo terrorista sia aumentata in un solo anno tra la popolazione giovanile dei Paesi arabi. Se nel 2015 questa si aggirava sul 37%, oggi è arrivata a raggiungere la metà degli intervistati, i quali ritengono che il DAESH rappresenti la maggiore minaccia per il Medio Oriente.

 

Un quarto di loro è convinto che a spingere le persone ad arruolarsi sia la scarsa prospettiva di un lavoro, nonostante un’altra parte dichiari che non esiste alcuna motivazione valida per entrare a far parte di un gruppo terroristico come l’ISIS.

 

Sono parole che ci confortano, che ci fanno capire che non è giusto fare di tutta un’erba un fascio, che una persona che viene dal Medio Oriente non deve essere per forza un terrorista, anzi.

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