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L’Austria sembra voler proseguire per la sua strada e rimanere ferma sull’idea di innalzare un muro al confine del Brennero, dopo quello già realizzato lo scorso inverno con la Slovenia.

L’obiettivo è quello di costruire dei “filtri anti-migranti” anche tra i Paesi confinanti rimasti e causa dell’incredibile afflusso di immigrati, che, in ogni caso, si è notevolmente ridotto proprio con la barriera innalzata tra Austria e Slovenia.

 

Non è ancora stata fissata la data di inizio dei lavori, nonostante sia già stato preparato il terreno per innalzare il muro. Sembra, comunque, che a Vienna si voglia vengano conclusi entro circa due mesi.

 

Sono tante le polemiche scoppiate contro l’Austria dopo l’annuncio che avrebbe costruito un muro anche al confine del Brennero per impedire l’afflusso di migranti provenienti dall’Italia.

 

Ciò che ha fatto prendere allo Stato questa decisione è la chiusura della rotta dei Balcani, che, se da un lato dovrebbe rappresentare un cambiamento in positivo, riducendo drasticamente il numero di immigrati provenienti dal Medio Oriente, è certo che aumenterà quello proveniente dalla Libia e diretto verso le coste italiane. Abbiamo già potuto vedere i primi risultati in questi giorni, dove si è, effettivamente, parlato di un incremento nel numero di sbarchi.

 

Allora, la domanda che sorge a questo punto è: Vienna ha veramente tutti i torti a voler innalzare un muro per impedire di fare la fine dell’Italia? Probabilmente non esiste una risposta che metta tutti d’accordo, ma il punto centrale della situazione è che lo Stato austriaco ha optato per questa decisione poiché l’Italia non sembra voler adottare delle misure di sicurezza contro i migranti.

 

Certo è che il problema non è di un singolo stato, e non deve essere tale: bisognerebbe riuscire a trovare una soluzione europea, di concerto, che possa mettere d’accordo i singoli stati e risolvere il problema una volta per tutte.

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