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Dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili dell’11 maggio, si discute su quanto la reversibilità di queste nuove coppie possa andare a incidere sui costi dello Stato. Intanto, continuano le discussioni per la richiesta di Fiducia e la Marzano si dimette dal PD.

Sembra che questa legge sarà accompagnata da polemiche ancora per un lungo periodo, mentre le opposizioni si stanno alleando per creare un referendum abrogativo.

 

Con l’approvazione della legge sulle unioni civili, nessuno aveva sottolineato il modo in cui questa avrebbe potuto influire sui costi annuali per la reversibilità che l’INPS è già impegnato a tenere sotto controllo con scarso successo.

 

Ma Tito Boeri, presidente dell’INPS, ha risposto tranquillizzando che si tratta di costi sostenibili e che si aggirano su qualche centinaio di milioni di euro. D’altronde, è una cosa che sarebbe dovuta venir messa in preventivo fin dall’inizio ed è, quindi, inutile inserire anche questo argomento tra le già accese discussioni di questi giorni.

 

Infatti, le opposizioni del Centrodestra stanno già preparando un referendum abrogativo contro la legge sulle unioni civili. Ciò che non sono riusciti a mandare giù, a detta di Carlo Giovanardi, leader Idea, è il fatto di aver tirato in ballo la Fiducia, impedendo loro di attuare qualunque modifica al testo.

 

Inoltre, Matteo Salvini rinnova il suo invito ai sindaci a non applicare la legge, affermando che porterà alle adozioni per le coppie omosessuali, un’affermazione di per sé contradditoria.

 

A seguito dell’approvazione della legge sulle unioni civili, ci sono anche le dimissioni di Michela Marzano, rimasta delusa dagli incredibili tagli al testo.

 

La stessa dolcente alla Sorbona ha deciso di lasciare il gruppo del PD perché pensa che sia inaccettabile come la legge abbia stralciato ogni riferimento alla famiglia e alle stepchild adoption, due concetti che la deputata aveva molto a cuore.

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