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Più che mai l'economia francese è al centro del dibattito globale su quanto si possano spingere i limiti degli interventi statali e il controllo pubblico in una democrazia capitalista.

Quasi raggiunta la parità economica con la Germania pochi lustri fa, la Francia è caduta molto indietro negli ultimi dieci anni e il PIL pro capite oggi è inferiore di circa il 10% rispetto a quello di un tedesco. Il paese transalpino ha molto peso politico, c’è da dire, ma ha un peso economico notevolmente inferiore.

 

Eppure, alla zona euro, servirebbe una Francia molto più forte, in grado di accollarsi, insieme ai teutonici, la ripresa dell’Europa sulle spalle. Perché lasciare solo alla Germania questa responsabilità, se si considera che l'economia francese è circa tre quarti quella del paese tedesco?

 

Per il momento, sono poche le persone che si sentono sicure sul futuro economico della Francia. La buona notizia è che il paese non è così francese come finge di essere. Sì, c'è una settimana lavorativa di 35 ore, ma le aziende si stanno equiparando al resto d’Europa (che invece lavora 40 ore).

 

Il governo francese non sta più mettendo tutte le sue “scommesse” su progetti più grandi guidati dallo stato, come ha fatto negli anni ’70 con i treni ad alta velocità e con gli Airbus. Il presidente François Hollande ha dato a Emmanuel Macron l’obiettivo di attuare le riforme strutturali di cui il paese ha bisogno nei mercati del lavoro e in quello della produzione.

 

Molto preoccupante, in questa Europa che dovrebbe essere aperta, è il fatto che la Francia ha la cultura dell’inclusività, che non si estende agli immigrati. Le leggi sui salari minimi, ad esempio, hanno lo scopo di proteggere i lavoratori francesi e rendono molto difficile per i nuovi arrivati trovare buoni lavori. Al contrario, leggi del lavoro più liberali negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ad esempio, garantiscono maggiori opportunità agli estranei.

 

Eppure il paese ha grandi vantaggi: la corruzione c’è ed è sempre un problema, ma molto meno di quanto accade nella maggior parte del Sud della zona euro.

 

Una buona economia francese farebbe miracoli per aiutare la zona euro a risollevarsi dal suo malessere. Ma questo presuppone che il governo sia in grado di abbracciare le riforme strutturali di cui l'economia francese ha bisogno. E’ l’unica strada.

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